Si chiude un capitolo, ora avanti tutta
Nel 2013 la crisi dei consumi ha segnato duramente il comparto commerciale, turistico e dei servizi.

Nel 2013 la crisi dei consumi ha segnato duramente il comparto commerciale, turistico e dei servizi. Una crisi che purtroppo continua anche nei primi mesi di quest'anno, basti pensare che da gennaio a maggio nel solo Veneto ci sono state 8.195 ditte cessate rispetto a 4.399 nuove aziende.
Bisogna intervenire presto, con misure concrete per far ripartire la crescita nel nostro paese e per rilanciare i consumi occorre ridurre il carico fiscale che pesa sulle imprese. Invece non solo le misure finora adottate si sono rivelate insufficienti ma tra Tari, Tasi, aumenti delle accise, dei costi dei servizi nel 2014 le imprese si sono trovate a sostenere nuovi e maggiori costi.
C’è bisogno urgente di riforme, di ridurre l’impatto della burocrazia. Lo Stato deve sostenere le imprese e non soffocarle, come ora invece succede.
Al momento Venezia si trova governata da un Commissario, con tutti i limiti operativi che questo comporta.
Quello che è successo è stata una scossa, che però deve diventare uno stimolo a cambiare pagina, sia politicamente che dal punto di vista della funzionalità della macchina comunale.
Con la Giunta Orsoni il confronto è stato difficile. Un’amministrazione che ha sempre considerato il commercio e le attività turistiche una criticità invece che vederli come una risorsa della città, nascondendo in questo la sua incapacità di confrontarsi con le categorie economiche per approntare un progetto generale di riordino a supporto delle attività produttive del territorio e di rilancio dell’economia cittadina, dove il turismo non sia subito ma gestito.
Per questo diventano un motivo di orgoglio i risultati che Confcommercio Ascom Venezia è riuscita a portare a casa, nonostante tutte le difficoltà sin qui espresse. Come per i plateatici, che l’amministrazione, nascondendosi dietro la Salvaguardia, voleva dimezzare se non togliere del tutto in alcune aree della città, con interventi generalizzati. La nuova mappa dei plateatici terrà invece conto dell’incidenza dei flussi sulle diverse zone della città, graduando in tal modo l’uso del suolo pubblico in base alla densità dei passaggi pedonali.
Non si è fatto a tempo a rivedere i pianini, che ormai sono diventati datati e non più attinenti alla realtà del territorio e che sarà quindi uno dei primi impegni di cui chiederemo conto alla nuova Amministrazione.
E ancora, il Regolamento del Commercio su aree pubbliche, dove il vecchio e datato è stato rivisto, per una maggior tutela delle attività e a salvaguardia della specificità di Venezia in generale.
Sul versante dei trasporti, anche se resta ancora molto da fare, il confronto serrato che abbiamo avuto con l’amministrazione ha confermato il ruolo di rappresentanza di Confcommercio, che ha avuto il suo apice durante il fermo barca indetto a novembre scorso dalle categorie del trasporto cittadino.
Dall’organizzazione della protesta alla convocazione delle parti in Prefettura, l'Ascom ha svolto infatti un’importante funzione di mediazione, fino a giungere alla firma del Protocollo d’Intesa che ha posto fine al fermo.
E la coerenza sindacale dimostrata da Ascom è stata uno dei motivi che ha portato l’adesione all’associazione del Consorzio Motoscafi Venezia e del Consorzio Venezia Taxi e la costituzione del “sindacato trasporto persone non di linea” che rappresenta un centinaio di operatori con il ruolo di Presidente e Vicepresidente rispettivamente a Stefano Martinelli e Valter Cici.
Un altro importante tema affrontato è stato quello delle Grandi Navi. Ascom ha partecipato insieme alle altre categorie produttive della città a tutte le iniziative volte a far restare le navi a Venezia, perché la loro perdita avrebbe avuto una grave e pesante ripercussione sull’economia cittadina.
E la questione grandi navi, è uno dei punti del documento che sarà presentato al Commissario dal coordinamento delle categorie del Patto per Venezia e del quale Ascom fa parte.
Importante è stato ancora una volta l’impegno di Ascom sul fronte dell’abusivismo e nell’aprile 2013, abbiamo tenuto un’assemblea pubblica di denuncia, seguita da una audizione al Consiglio Comunale. Purtroppo, dobbiamo dire che al di là del primo momento quando eravamo sotto i riflettori dei media, poco o nulla è cambiato tanto che la situazione specie nell’area di San Marco si sta facendo sempre più preoccupante.
Riguardo invece al decoro, il problema a nostro avviso va affrontato su un piano generale di riordino della città, con un progetto di arredo urbano condiviso insieme a misure incentivanti a mantenere e sostenere un commercio e un turismo più rispettoso della città e dei suoi cittadini.
Come associazione abbiamo ritenuto di dare il nostro contributo predisponendo un Codice Etico che riassume le norme in materia di etichettatura e pubblicità dei prodotti e del codice del consumo in generale.
Un primo passo e un contributo importante per riportare l’attenzione verso la qualità del prodotto e dei servizi al consumatore a cui tutti noi dobbiamo tendere.
Mi auguro che l’adozione del codice contribuisca a trovare soluzione anche alla questione dell’etichettatura dei prodotti in vetro.
Ascom a sua volta deve supportare l’impegno delle aziende a rinnovare e riqualificare la propria attività, attraverso l’assistenza al credito e con servizi personalizzati che rispondano ai bisogni delle imprese associate.
Proseguire sulla strada intrapresa per quel che riguarda il settore del trasporto, arrivando ad occupare da pari a pari quegli spazi fino a ieri riservati alle solite sigle.
Essere in prima linea sul fronte della semplificazione: la burocrazia soffoca le imprese, sia per i suoi tempi incompatibili per un’attività imprenditoriale sia per l’incertezza del diritto che ciò comporta.