"Residenza Commercio e Artigianato: Venezia per i Veneziani"
Riportiamo l'intervento del Presidente tenuto durante il convegno "Residenza Commercio e Artigianato: Venezia per i Veneziani"

La città é un grande bazar dove l'abusivismo dilaga in tutte le sue forme e dove vengono messe sempre e solo in evidenza le situazioni di paccottiglia dei commercianti regolari che chiedono e aspettano da anni un regolamento sull’arredo urbano.

C'è stata la trasformazione della maggior parte dei bar in pizzerie e ristoranti improvvisati, il nascere di negozio che vendono primi piatti per asporto che portano i turisti a consumare per strada, accampati, lasciando le immondizie dove capita.

Il nuovo regolamento dei pubblici esercizi, approvato dal Comune di Venezia, ha di fatto liberalizzato la somministrazione di alimenti e bevande, rendendo unico vincolo il requisito igienico sanitario.
La mancanza di controlli in tal senso, ha reso sempre più degradata l'offerta alimentare a scapito di una corretta concorrenza e a tutela del consumatore.

E' stato effettuato e normato il contingentamento di alcune attività per contrastare il degrado ma sono state ristrette delle aree periferiche ma non quelle centrali come San Marco ad esempio

La presenza in aree centrali di negozi ad 1 euro con prodotti della Cina e a cui si è aggiunto ultimamente l'ulteriore offerta di prodotti di abbigliamento a 10 e 20 euro, è uno schiaffo alla qualità che questa città ha il dovere di continuare ad offrire.

Il rincaro degli affitti da parte dei proprietari in fase di nuovi contratti o di rinnovo degli esistenti porta alla fuga di chi vorrebbe aprire, al notevole ridimensionamento del preesistente che si sposta in altre zone o addirittura alla chiusura del negozio, che nella maggior parte dei casi era rivolto al cittadino. Tali costi elevati possono essere sostenuti solamente dai grandi marchi che usano Venezia come vetrina e sono meno legati al rientro dei costi, potendo permettersi degli affitti stellari, creando così delle zone con soli negozi di lusso senza la presenza di un negozio di vicinato, ad esempio.

Il problema a nostro avviso va affrontato su un piano generale di riordino della città, con un progetto di arredo urbano condiviso insieme a misure incentivanti a mantenere e sostenere un commercio e un turismo più rispettoso della città e dei suoi cittadini.

Proposte di agevolazioni per il mantenimento e lo sviluppo delle iniziative economiche

Con riguardo alle imprese lagunari ed in particolare alle imprese residenti nella Venezia storica e nelle isole, che si trovano oggi a dover sostenere maggiori costi dovuti alla specificità di Venezia e del suo territorio, si propone di inserire nel sistema di agevolazioni previsto interventi per:
a) acquisto e/o restauro degli immobili destinati alle attività artigianali, commerciali e industriali,
b) abbattimento del costo degli affitti delle locazioni destinate alle attività artigianali, commerciali e industriali tramite anche dei contributi o una cedolare secca per chi aderisce ad un concordato su un affitto calmierato
c) riduzione dei costi di erogazione dell’energia elettrica e del gas, da realizzarsi anche attraverso agevolazioni fiscali e tributarie
d) uniformare la durata dei contratti di locazione degli immobili destinati ad attività produttive e commerciali, portandola a nove anni più nove come già previsto per gli immobili a destinazione turistica.


Tutela per i prodotti tipici locali (vetro, merletti) per la città antica
Comprendere, tra le misure volte alla valorizzazione e allo sviluppo del tessuto socio economico, la tutela dei prodotti dell’artigianato tipico, artistico e di qualità realizzato nella Venezia storica ed insulare, quali possono essere per fare un esempio il vetro e i merletti oltre alle specificità agroalimentari.
Tutela che potrebbe realizzarsi attraverso interventi in ambito regionale, provinciale ed eventualmente con il coordinamento della Camera di Commercio e della Comunità Europea.

Grazie