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| Intervista al presidente del Consiglio regionale del Veneto, Enrico Cavaliere «VENEZIA FINALMENTE LIBERA DAL COMMERCIO ABUSIVO» Dopo anni di azioni e coraggiose battaglie da parte di Confcommercio Ascom Venezia, in febbraio sono state finalmente accolte le proteste contro le scandalose norme che aveva tentato di imporre l’articolo 24 del regolamento comunale per il commercio |
«Finalmente liberiamo Venezia e tutti i centri storici del Veneto dal commercio abusivo». Non nasconde la soddisfazione il presidente del Consiglio regionale Enrico Cavaliere per l’approvazione, nell'ambito del collegato alla Finanziaria 2005 sulle attivita' produttive, di una norma che vieta il commercio itinerante nelle piazze, nei viali e negli spazi monumentali dei centri storici delle citta' con oltre cinquantamila abitanti e delle zone turistiche, e che prevede specifiche sanzioni per coloro che contravverranno a tali diposizioni. Ad ispirare questo importantissimo provvedimento (proposto dallo stesso Cavaliere e dalla Lega) e' stata proprio Confcommercio Ascom Venezia, da sempre impegnata in prima linea contro il commercio abusivo e la contraffazione. Negli ultimi anni, infatti, l'associazione lagunare dei commercianti si e' sempre battuta contro tale fenomeno: perche' la contraffazione e' un reato penale, che non riguarda solo chi fabbrica e vende la merce, ma anche chi l'acquista; perche' il commercio abusivo e' l'ultimo anello di una catena criminosa, che sfrutta senza scrupoli e illegalmente persone socialmente svantaggiate; perche' crea disordine e disagio sociale, trasformando la citta' piu' bella del mondo in un bazar da quattro soldi; perche' e' concorrenza sleale nei confronti dei commercianti regolari che rispettano le leggi e i regolamenti, e contribuiscono a mantenere viva Venezia. Tra le azioni e le iniziative organizzate da Palazzo Bembo negli ultimi mesi spiccano in particolare la massiccia campagna di sensibilizzazione con locandine, manifesti e volantini distribuiti e affissi nei negozi del centro storico; le eclatanti manifestazioni di protesta delle lenzuola bianche e della chiusura serale delle luci delle vetrine dei negozi veneziani; l'organizzazione del convegno sull'abusivismo nell'ambito del XIII congresso nazionale di Fiva Confcommercio. Cavaliere, ci racconti l’iter di questo provvedimento tanto atteso, in particolare a Venezia, da tutti i commercianti onesti ed in regola con il pagamento delle tasse. «Partecipando lo scorso novembre al XIII congresso nazionale di Fiva Confcommercio organizzato dall’Ascom Venezia, mi ero impegnato nei confronti dei vertici della Confcommercio di trovare una soluzione al sempre piu' preoccupante fenomeno del commercio abusivo. Dopo mesi di coraggiose battaglie, in febbraio sono finalmente riuscito a far passare questa norma nell’articolo 15 del collegato alla Finanziaria 2005. Si tratta di un provvedimento in grado di combattere ed estirpare l’esercizio abusivo di tale attività, che non solo danneggia quanti lavorano e faticano ogni giorno in modo corretto e nel rispetto delle leggi, ma abbruttisce, inquina, e mette a rischio la sicurezza, soprattutto con il fenomeno dei vu cumpra', le strade e le piazze dei nostri centri storici, a partire da Venezia». Lei aveva accusato alcuni amministratori veneziani di avere la mano eccessivamente morbida nei confronti del commercio abusivo. «Ho riscontrato che la legge in materia, già di per se' ambigua oltre che inadeguata allo scopo, veniva applicata volutamente in maniera permissivista da alcune amministrazioni, tra cui quella lagunare. Un atto di malafede, questo, che si e' palesato con l’ultimo tentativo – per fortuna non riuscito – di depotenziare la mia proposta: sto parlando dell’emendamento firmato dal consigliere regionale di Rifondazione comunista Pietrangelo Petteno', guarda caso anche consigliere comunale a Ca’ Farsetti. Grazie al nuovo provvedimento, che modifica la legge 10 del 2001, sara' ora possibile mettere un freno allo sviluppo irrazionale e incontrollato delle attivita' praticate da centinaia di commercianti itineranti, in particolare nelle nostre citta' d’arte e nelle nostre zone turistiche, che hanno ottenuto il titolo autorizzatorio in altre Regioni». Qual e' la principale novita' della norma di cui si è fatto promotore? «Il nuovo strumento legislativo, oltre alla proibizione di ogni attivita' abusiva, offre alle amministrazioni comunali un’arma in piu', quella delle sanzioni, per contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale, che riguarda i venditori privi di autorizzazione e di partita Iva, non iscritti al Registro delle imprese o addirittura, nel caso degli extracomunitari, non in regola con il permesso di soggiorno. Si tratta finalmente di sanzioni effettive e concrete, che i Comuni avranno l’obbligo di infliggere ai trasgressori e che prevedono tra l’altro la confisca delle merci e delle attrezzature di vendita per gli ambulanti irregolari, che vendono senza autorizzazione commerciale o fuori delle aree a tale attivita' riservate. Ora il Veneto rappresenta un caso unico in Italia e, mi auguro vivamente, un esempio da imitare nelle altre regioni». Insomma, non ci saranno piu' “alibi” contro il commercio abusivo come l'articolo 24 del regolamento comunale per il commercio... «I Comuni non potranno sottrarsi ad un preciso obbligo di legge accampando, come sta facendo l’amministrazione veneziana, difficolta' interpretative al solo scopo di rinviare o annacquare scelte di fronte alle quali ha finora sempre nicchiato. La legge regionale e' finalmente chiara: nessun abusivo puo' vendere la propria merce nei centri storici e nei luoghi di vacanza. Nessun vu cumpra' può stendere i propri teli su marciapiedi delle nostre citta' e sui masegni delle calli veneziane; ed i vigili hanno l’obbligo di intervenire per impedire che cio' avvenga e per sanzionare ogni comportamento contrario a queste disposizioni. Il Comune di Venezia deve mettere da parte una volta per tutte la sua idea di “disciplinare” il fenomeno, accordandosi con gli abusivi: nessun compromesso e' piu' possibile». Il suo impegno personale nel commercio si esaurira' con tale provvedimento, pur importante? «Assolutamente no: il commercio e' una materia che conosco dal punto di vista familiare, visto che i miei genitori avevano un negozio a Mestre, e io sono sempre stato dalla parte di chi lavora, paga le tasse e contribuisce a mandare avanti l’economia, assumendosi rischi d’impresa. Nonostante cio', in passato spesso si sono verificati accanimenti contro i commercianti: bisogna finirla una volta per tutte con questa campagna aggressiva contro chi mantiene vive le nostre città. C’e' poi da dire che la grande distribuzione non aiuta certo i piccoli negozi: e' anche ora che il soggetto pubblico rivaluti i centri storici, ridando importanza al “centro commerciale naturale”. Questo dovra' essere uno degli obiettivi della prossima legislatura del Consiglio: io mi ricandidero' senza dubbio, anche se in futuro mi piacerebbe occuparmi piu' da vicino del mio partito». Massimiliano Goattin |